Nel settembre del 1863 Dostoevskij arrivò con la sua giovane amante nella capitale del Regno d'Italia. Nel romanzo Il giocatore è ben raccontato il viaggio della coppia.
Il romanzo "Il giocatore" contiene molti elementi autobiografici, c'è una circolare dissolvenza in cui Aleksej si trasforma nello scrittore russo e viceversa»: Aleksej Ivànovic e Dostoevskij sono, quindi, la stessa persona che, nell’immaginaria città di Roulettembourg, rivela le sue abilità di gambler (che, per l’appunto, vuol dire giocatore, ndr), le stesse che lo porteranno alla più completa rovina, con la fortuna che lo abbandonerà, così come succede ancora oggi a chi gioca d’azzardo. Vittima di una duplice ossessione: l'amore per una donna (Apollinarija Prokof'evna Suslova) e la schiavitù del gioco.
Arriva a Torino con una poco felice disposizione d'animo, in una lettera al fratello confessa, profondamente addolorato, la passione per la roulette che lo ha oberato di debiti, infatti trovò non senza difficoltà due camere. Ha un disperato bisogno di soldi e tanti perché si trova in Italia con un solo fine: per scrivere il romanzo (non specifica se Il giocatore o Delitto e Castigo).
Non sono molte le informazioni sui luoghi torinesi visitati da Dostoevskij, quindi ho immaginato un ipotetico itinerario con partenza da Porta Palazzo, dove potrebbe aver lasciato in pegno i gioielli della Suslova.
Passando per la Galleria Umberto I si arriva al Caffè Florio, in via Po 8. Locale in attività dal 1780, abituale ritrovo dei nobili dell'epoca della restaurazione e in seguito dei maggiori intellettuali e politici del Risorgimento. Qui, ho immaginato Dostoevskij sorgeggiare un Bicerin in compagnia della Suslova.
Il percorso prosegue verso il palazzo "Fetta di polenta", l'edificio più curioso di Torino. Edificato nel 1840, progettato da Alessandro Antonelli, progetto nato più come una scommessa che come una vera e propria esigenza abitativa.
Al piano terra ospitava il Caffè del Progresso, storico ritrovo di carbonai e rivoluzionari. Nel sottosuolo vi sono cunicoli che conducono in vari punti della città, nella mia immaginazione ho fatto percorrere questi ipogei allo scrittore russo per condurlo, in gran segreto, verso i Murazzi del Po dove esistevano locali frequentati dai giocatori d'azzardo in clandestinità, locali che in realtà erano utilizzati per il rimessaggio delle barche da pesca.
Nessun commento:
Posta un commento