domenica 15 maggio 2022

 RIFLESSIONI DI UNA NOTTE DI GIN FIZZ

                                       E GOCCE DI ANGOSTURA 





Sabato pomeriggio dei solitari, con un bicchiere di Gin fizz fino al limite scolato, in un paese qualunque di un sud qualsiasi, in un tardo pomeriggio estivo nell'ora in cui tutto sembra impossibile, anche semplicemente pensare o respirare.

Intorno la piazza, le case danzano molli sullo sfondo dell'afa estiva.

Non c'è un frugar di scarafaggio.

Solo la bocca della fontana ha la forza di pronunciarsi:


Plonk !


"Alla tua salute, amica mia."

Dice Elio, alzando il bicchiere. 


Plonk!


Risponde quella.

"Un altro po' di nient'altro, cara? "


Plonk !


"Io me ne verso un quarto."


Plonk !


Il monosillabo incrina l'aria secca di luglio e scandisce l'attesa di Elio per la sua bella, che proprio sua non è. Le donne degli altri sono irraggiungibili e allora, Porco Mondo, concede loro almeno un sorriso gratis che il Gin fizz non basta mai per consolare lo spirito. 

Sulla soglia di casa, Elio trascorre il tempo con le mani intrecciate intorno al bicchiere, sguardo fisso a studiare con meticolosa attenzione ogni rientranza e incrinatura della fontana di fronte, un modo come un altro per ingannare il tempo dell'attesa, che tanto è pensionato e di tempo, di solitudine, di Gin fizz e di notti che non vogliono finire ne ha piena la vita anche stasera. 


Plonk !


Lui e la goccia, le uniche cose animate in un niente assoluto simile all'oblio. 

Lui e la goccia, palpitano allo stesso monotono ritmo della speranza. 

Anche lei aspetta la sua anima gemella, Elio ne è certo. 


Plonk !


Null'altro. E ricominciare.

Tra un plonk e l'altro trascorrono esattamente tre respiri.

In due ore e mezza, Elio ha battezzato la goccia. 

Gaia è un tipo riservato, dopo molte titubanze si affaccia oltre l'orlo metallico del rubinetto, con cautela si ingrossa piano in una lentezza esasperante, fino a quando, sempre più ardita, tremula e grassa raggiunge la bellezza delle cose circolari, dove inizio e fine coincidono, dove la perpetua continuità è certezza di equilibrio.

Si lascia cadere mollemente sulla conca di ghisa della vasca, arroventata dal sole.


Plonk !


Gaia si spacca, perde la sua perfezione, si stende scomposta, a pancia all'aria, a gambe aperte, guarda in alto speranzosa, in attesa di accogliere la goccia gemella per fondersi con essa in un abbraccio molecolare ed essere appagata da un Plac plac plac (come pioggia che prima fa piano, poi più forte, sino a molto forte) 

Teng tichiding teng teng (goccioloni di un temporale) 

Sciuasch sciuasch 

Schschschsch (uno scroscio)  


Langue così per un po'. 

Evapora.

Scompare prima del secondo respiro. 

Lui e Gaia: due cose perfette e inutili in mezzo al niente, in pesante e tremula attesa di qualcosa che si fondi con loro e li riempia di piacere. Invece… 

Ah, se i Plonk fossero solo un pochino più ravvicinati, basterebbe davvero un nonnulla a cambiar il destino di Gaia e il suo. 


Plonk! 


Lui e Gaia: sintesi di un pomeriggio immobile, in bilico fra il deserto e la follia. 

Un respiro in meno basterebbe a elidere ogni distanza con la mistica fisica.


Plonk! 


Quand'ecco il cambiamento in due note…


Splok splok… Splok splok 


Neppure il tempo di rendersene conto e c'è già in mezzo, avvolto dalla sua sinfonia. Il ritmo incalza, muovendo un po' la testa, ad Elio pare che si condensi sul viso una carezza. 


Splok splok… Splok splok 


No, no! Non è il rumore della sua fantasia che corre sciabattando stanca. È l'amato suono dei sandali calzati da Mia, la fioraia. Quando passa te ne accorgi non per il suo profumo ma per il tintinnare della lingua metallica della grossa zip. È così che Elio l'annusa nell'aria, anche se, come ora, è abbastanza lontana, a due isolati da lui. 

Respira Elio, respira.

RespiraLa. 

RespiraLa più forte. 

Il suo battito cardiaco aumenta.

Ricorda: un respiro in meno. 

Prova. 

Tachicardia, sudorazione, le orecchie fischiano, il sangue spinge, il petto si dilata.

Gaia si unisce al ritmo fino a che in alleanza, da buoni amici che sono, i plonk si fanno sempre più serrati, una serie più frequente di gocce si rincorrono a formare una fila di perle, una collana a trama sottile ma ininterrotta, determinata e lucente come fil di lama. 

La tachicardia è inarrestabile insieme a un trionfo di zampilli argento che rallegrano la piazza. 

Il flusso dell'acqua se lo sente scorrere fin dentro, sente le pupille dilatarsi, stessa eccitazione di quando gioca a dadi con gli amici. 


Finalmente arriva lei: Mia. Lo ha fatto aspettare per due ore e mezza, la sua eroina romantica tagliata male. Bella, sì, come il vento che quando arriva ti toglie il fiato e quando se ne va non lascia mai le cose al loro posto.


Passa lenta, lo guarda. Tra loro lo spazio di tre respiri. 


Decisione da prendere in pochi secondi. Quando il futuro prossimo può aprire un varco o erigere un muro. 

"O Mia, che mia non sei… t'amerei come si amano le gocce lucenti accanto alle spine di un cactus. Come il glicine che cresce nella carlinga di un aereo. Come le linee di Nazca che danzano nella cintura di Orione… "


Mia lo guarda come si guarda un incidente stradale e pensa e dice:

"Vecchio, hai preso una botta di caldo o di superbia?"


Plonk !


Lo rompe in due e non si scusa per l'inconveniente.

Elio abbassa le palpebre e l'acqua cessa di fluire. 

Risplende in superficie ma dentro non batte più. 

Uno, due, tre ed evapora.

Prende la forma dei capricci del vento, nuvola compressa, sferzata, strappata e dissolta nel nulla. 

Lasciatemi qui, pensa. A scoprire che il cielo ha un non so che di rassicurante: abbraccia sempre. 








domenica 6 marzo 2022

Dostoevskij e la sua odiosa Torino

Nel settembre del 1863 Dostoevskij arrivò con la sua giovane amante nella capitale del Regno d'Italia. Nel romanzo Il giocatore è ben raccontato il viaggio della coppia.

Il romanzo "Il giocatore" contiene molti elementi autobiografici, c'è una circolare dissolvenza in cui Aleksej si trasforma nello scrittore russo e viceversa»: Aleksej Ivànovic e Dostoevskij sono, quindi, la stessa persona che, nell’immaginaria città di Roulettembourg, rivela le sue abilità di gambler (che, per l’appunto, vuol dire giocatore, ndr), le stesse che lo porteranno alla più completa rovina, con la fortuna che lo abbandonerà, così come succede ancora oggi a chi gioca d’azzardo. Vittima di una duplice ossessione: l'amore per una donna (Apollinarija Prokof'evna Suslova) e la schiavitù del gioco.

Arriva a Torino con una poco felice disposizione d'animo, in una lettera al fratello confessa, profondamente addolorato, la passione per la roulette che lo ha oberato di debiti, infatti trovò non senza difficoltà due camere. Ha un disperato bisogno di soldi e tanti perché si trova in Italia con un solo fine: per scrivere il romanzo (non specifica se Il giocatore o Delitto e Castigo).

Non sono molte le informazioni sui luoghi torinesi visitati da Dostoevskij, quindi ho immaginato un ipotetico itinerario con partenza da Porta Palazzo, dove potrebbe aver lasciato in pegno i gioielli della Suslova.

Passando per la Galleria Umberto I si arriva al Caffè Florio, in via Po 8. Locale in attività dal 1780, abituale ritrovo dei nobili dell'epoca della restaurazione e in seguito dei maggiori intellettuali e politici del Risorgimento. Qui, ho immaginato Dostoevskij sorgeggiare un Bicerin in compagnia della Suslova.

Il percorso prosegue verso il palazzo "Fetta di polenta", l'edificio più curioso di Torino. Edificato nel 1840, progettato da Alessandro Antonelli, progetto nato più come una scommessa che come una vera e propria esigenza abitativa. 

Al piano terra ospitava il Caffè del Progresso, storico ritrovo di carbonai e rivoluzionari. Nel sottosuolo vi sono cunicoli che conducono in vari punti della città, nella mia immaginazione ho fatto percorrere questi ipogei allo scrittore russo per condurlo, in gran segreto, verso i Murazzi del Po dove esistevano locali frequentati dai giocatori d'azzardo in clandestinità, locali che in realtà erano utilizzati per il rimessaggio delle barche da pesca.






martedì 1 marzo 2022

SASSI -SUPERGA- Sulle orme di Salgari

 

Dislivello: 450 mt.circa

Difficoltà: medio-facile (se nei giorni precedenti ha piovuto, il terreno è parecchio scivoloso)

Tempo: 3/4 ore


 Quasi certamente i Salgari, come tutti i torinesi, salirono a Superga con la tramvia a funicolare inaugurata nel 1884 e rimasta simile ad allora.
Da Sassi si può raggiungere in tramvia la stazione intermedia di Pian Gambino, e proseguire a piedi sul viottolo (segnavia 27-28) che sale per fitti boschi - oggi protetti dal Parco naturale della Collina torinese - fino alla Basilica di Superga.
Oppure dalla stazione di Superga si può scendere un poco con l'itinerario 29 e poi percorrere il sentiero 63 che va a mezza costa tra gli umidi boschi - quasi una jungla - che guardano verso San Mauro, per poi risalire a Superga lungo un crinale (segnavia 65).


Per chi è abituato alle camminate, da Superga c'è l'itinerario dell'Anello Verde (segnavia 29) che scende tra fitti boschi fino a corso Casale, e poi prosegue lungo il Po di fronte all'Isolone di Bertolla, ricchissimo di uccelli: qui davvero si possono immaginare Sandokan e Yanez mentre esplorano le sunderbunds.

Lungo il percorso si passa nei pressi di antiche ville, chiamate nel settecento "Vigne" dove la mobilità torinese villeggiava in estate.
Poi ci sono i prati del Parco della Colletta, che si estende tra la confluenza della Dora e della Stura con il Po, dove Salgari amava passeggiare. Infine un doveroso pellegrinaggio: da corso Quintino Sella (penultima fermata del 56) si sale per strada del Lauro, e presto si svolta in strada Lauretta, che piega a destra e termina di fronte a un ripido bosco. Risalendolo, dopo pochi passi si esce in un bel ripiano con un carpino: poco sotto c'è "uno dei burroncelli che voi conoscete, perchè andavamo a raccogliere i fiori", come scrisse Salgari ai figli prima di salire fin qui per togliersi la vita.
È un angolo di verde pubblico, accessibile a tutti e rimasto miracolosamente intatto. Un piccolo parco senza nome e quasi sconosciuto, ma assai suggestivo: perchè non intitolarlo a Emilio Salgari?






venerdì 21 gennaio 2022

PAROLE IN CIRCOLO - Giardini storici


Partenza: Torino -piazza Castello

Arrivo: Torino- piazza Maria Teresa

Durata: 5 ore




Nell'intento di scoprire Torino attraverso le opere di scrittori famosi, questo tour si apre con Edmondo de Amicis.

Edmondo de Amicis scrisse la sua opera 'Cuore' nella residenza a Palazzo Perini, in piazza XVIII dicembre, all'angolo con Corso San Martino. 

Le vicende narrate si svolgono durante il Risorgimento (1878-1886).

Piazza San Carlo, piazza Castello e piazza Carignano fanno da scenario alla narrazione del suo romanzo.

In questo tour verranno visitati i principali parchi della città: 

i Giardini Reali, il Giardino Lamarmora, i Giardini Samby, il Parco della Tesoreria, Parco Rignon, l'Aiuola Balbo , Giardini Cavour,  Parco del Valentino per terminare con piazza Maria Teresa.

@picmariagraziaferro


giovedì 20 gennaio 2022

Parole in circolo -

Torino come Parigi


Partenza: la Gran Madre

Arrivo: piazza Maria Teresa

Durata: 5 ore

In vista della primavera, è in via di definizione un Tour in bicicletta a ripercorrere i luoghi che hanno ispirato il romanzo 'Testa o Croce' con letture di brani da parte dell'autrice.

Il primo tour vedrà la partecipazione onoraria del gruppo francese DYNA-MOTS che ha elaborato per primo l'idea di coniugare il  ciclismo con la letteratura,  

Nelle giornate autunnali più grige, quando la nebbia avvolge la città, Torino mostra in maniera più evidente la sua somiglianza con Parigi,  ma non di meno nelle giornate primaverili ventose, quando sui diritti viali i platani muovono le loro chiome come in una danza  Boulevard de Tourin.

Parigi e Torino entrambe magiche, affascinanti, misteriose.

Il tour partirà dal ponte Vittorio Emanuele che collega  la Gran Madre con la città. 

Il ponte dove Sonia incontra il demone della nebbia.

Ca va sans dire: la Senne comme le Po.

Scivola lento e silenzioso, con le sue rive, i parchi, i canottieri che gareggiano a bordo delle loro imbarcazioni appuntite.

Spostandoci verso il centro c'è il quartiere del Quadrilatero Romano, somigliante per molti aspetti al Quartiere Latino nel quinto arrondissement, una zona multicolore e multiculturale dove, nel romanzo, risiedono i Croce. 

Qui tra strette viuzze e graziose piazzette, si trovano il Pantheon, il Museo di Storia Naturale, i giardini botanici e il Mercato Monge. A Torino, percorrendo il dedalo di vie troviamo il nostro Pantheon nell'imponente Santuario della Consolata, il museo di riferimento è il MAO, Museo d'arte Orientale, i giardini sono quelli del parco archeologico sotto la Porta Palatina e il mercato è il più grande d'Europa, ovvero Porta Palazzo dove convivono varie etnie.

Poi, c'è l'altro quartiere torinese, quello idealmente abitato dai Testa: Cit Turin.

Ovvero la rappresentazione della Belle Époque parigina. In Francia fu Art Nouveau, in Italia venne chiamato Stile Liberty. 

A Torino al numero 23 di Corso Francia si trova il Palazzo della Vittoria, meglio conosciuto come Casa dei Draghi, un edificio di cinque piani dove convivono lo stile neogotico alla francese e lo stile liberty. Lo splendido portone d'ingresso è incorniciato da due draghi, i dettagli delle vetrate con particolari zoomorfi e allegorici e la linea sinuosa dello stesso palazzo ricordano la Casa di Jules Lavirotte a pochi passi dalla Tour Eiffel. Entrambi gli edifici inneggiano alla forza e nel mio immaginario è la residenza del ministro Solan.

La Tour Eiffel è ben rappresentata dalla Mole Antonelliana.

A chiudere il giro è d'obbligo fare tappa in Piazza Maria Teresa, indubbiamente la più parigina fra tutte le piazze in città; la sua cornice di palazzi ottocenteschi eleganti e borghesi, la grande aiuola centrale, ricordano Place de Vosges. Entrambe sono piazze giardino, qui  numerosi bar, ristoranti, caffè , piccole botteghe di antiquari e boutique dove si vendono tessuti pregiati si affacciano sulla piazza.




@picmariagraziaferro








 Testa o Croce

(Lupieditore

di Maria Grazia Ferro



Romanzo genere Heroic Fantasy


Questo romanzo nasce come fumetto, in seguito tradotto in parole per raggiungere un pubblico più vasto.

Un fumetto assimilabile al modello dell'Eternauta di Hector Desterheld pubblicato nel 1957 in Argentina per denunciare la situazione geopolitica del Sudamerica del periodo.

Un fumetto contro una dittatura realmente vissuta, il mio contro una dittatura futuristica, immaginata in una Francia sull'orlo del collasso economico-ambientale.

"Testa o Croce",  come tutti i fantasy sì caratterizza per alcuni elementi basilari:

L'eroe, l'antieroe, il viaggio, le avventure, gli amici/il gruppo, il mondo soprannaturale, l'amore per la famiglia, il destino, la forza interiore,

Fortemente improntato sulle gesta dell'eroe Didier che con le sue capacità è in grado di guidare i buoni in una via di riscatto, agendo contro le entità malvagie e del potere tirannico e distruttivo che si contrappone al bene con l'ausilio della Quintessenza, un elemento misterioso dagli immensi poteri.,

Didier, il personaggio principale è un eroe che ignora di esserlo, appare anzi come un antieroe, un killer al soldo della malavita organizzata nel quartiere più degradato di Parigi.

Un altro elemento caratteristico del romanzo fantasy è il viaggio; rappresenta il percorso dell'eroe da intraprendere per poter raggiungere il suo obiettivo, in questo caso sarà un viaggio interiore, di maturazione.

Di avventura in avventura, quello che inizialmente appare essere come il riscatto del singolo sarà invece la scintilla che scocca la fiamma della consapevolezza, che ne accenderà altre in una sorta di straffetta di consegne per il raggiungimento dello scopo finale: la libertà dall'oppressione.

Se potessi spiegare la trama con un profumo sarebbe quello dell'anice stellato:

elegante e tagliente.

Con la vista: la bellezza di una betulla in un giorno di nebbia.

Con un sapore: il fumo delle Gauloises.

Con un suono:   Wish you were here dei Pink Floyd.

Con il tatto: il velluto di un buon libro.

Con la Quintessenza:  lo scoprirai tu leggendo questa storia.




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